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Biblioteca Bertoliana

Contrà Riale, 5 - Vicenza

La storia della biblioteca di Vicenza ebbe inizio nel 1696 quando Giovanni Maria Bertolo, nobile vicentino, decise di donare alla città la sua biblioteca, di circa 9.000 volumi, perché diventasse di utilizzo pubblico e purché fosse conservata in un "vaso di tanto splendore".Nel 1708, dopo l'ampliamento del Palazzo del Monte di Pietà ad opera di Francesco Muttoni, la biblioteca venne aperta ufficialmente ai vicentini e intitolata "Bertoliana" in onore del suo fondatore. Nel 1881 venne affidato alla direzione della Biblioteca l'Archivio storico comunale, detto "Archivio di Torre" dal nome della Torre del Tormento in cui era precedentemente sistemato; a esso si aggiunsero successivamente archivi di nobili famiglie vicentine e di alcuni antichi ospedali.


Nel corso degli anni si susseguirono donazioni ed acquisti di altri libri, ma fu alla morte dell'economista, statista e senatoreFedele Lampertico (che donò alla biblioteca il suo patrimonio di circa 20.000 tra volumi e opuscoli) che nacque la necessità di trovare maggiore spazio per la struttura. La scelta ricadde sullo stabile del convento di San Giacomo, in contra' Riale, liberato dai padri Somaschi. Nel 1908 iniziarono i lavori di ristrutturazione progettati dall'ing. Dondi Dall'Orologio, dell'Ufficio tecnico comunale. Il 23 gennaio 1910 si tenne l'inaugurazione della nuova sede in cui tuttora opera la Bertoliana, capace di ospitare 240.000 volumi, 100.000 opuscoli e 20.000 buste d'archivio. Alla cerimonia di inaugurazione partecipò direttamente anche lo scrittore Antonio Fogazzaro.


Negli anni successivi, e in quelli più duri della prima guerra mondiale, non mancarono donazioni importanti per l'accrescimento del patrimonio bibliotecario. Nel 1912 Giuseppe Zanella, già sindaco della città, affidò alla Bertoliana la biblioteca raccolta nell'abitazione di città del fratello, il poeta Giacomo Zanella. A più riprese, dal 1924 al 1933, l'ambasciatoreLelio Bonin Longare donò l'archivio e la libreria della famiglia Nievo, ricca di manoscritti, incunabolicinquecentine.


Con la seconda guerra mondiale la direzione si vide costretta a spostare le opere di pregio, che furono nascoste tra Villa Camerini di Montruglio a Mossano e l'Abbazia di Praglia a Teolo; la collocazione tuttavia era a rischio di razzia dopo l'armistizio e quindi il materiale più prezioso fu trasferito e murato nei sotterranei del Santuario di Monte Berico in città e in parte a Venezia. L'ultimo rischioso trasferimento avvenne il 12 aprile 1945. Un mese dopo, a liberazione avvenuta, iniziò l'incombenza opposta di far rientrare il patrimonio nella sede dell'ex Convento di San Giacomo.


Nel dopoguerra si procedette ad una radicale ristrutturazione della Biblioteca sotto il profilo istituzionale e nella disposizione logistica. Per ricavare nuovi spazi destinati ai magazzini librari e al pubblico, in tre successive fasi di lavoro, tra il 1950 e il 1959, fu spostato lo scalone d'ingresso e si procedette allo sventramento delle strutture nelle ali ovest ed est dell'ex convento. Iniziò poi il progetto di decentramento che si concretizzò nel 1965 con l'apertura della prima biblioteca succursale nel Villaggio del Sole, a cui seguirono man mano le altre sei.


 


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Accesso disabili: parziale

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