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Altre località interessanti

Villa Saraceno
Agugliaro - Villa Saraceno The Landmark Trust

Villa Saraceno, dopo molti anni di degrado, è stata completamente ed in modo egregio ristrutturata per opera della società inglese The Landmark Trust. Il progetto della villa, che fu costruita dal Palladio nel 1548 ca., è inserita nei "Quattro Libri di Architettura" e prevede due barchesse laterali formate rispettivamente da due bracci. Venne eretta, e solo in parte, quella di destra. Il prospetto del corpo padronale presenta, nella sezione mediana leggermente aggettante, tre fornici coronati dal frontone triangolare secondo uno schema già visto in altre fabbriche (Villa Caldogno o Villa Marcello Curti). La villa venne affrescata per volontà dei Saraceno nel Cinquecento ed oggi è visibile solo parte della decorazione. Al centro della volta della loggia, si vede l'allegoria della Ricchezza. Mentre in una sala laterale vi è un pregevole fregio attribuito a Domenico Brusasorci. A pochi passi sorge un'altra residenza dei Saraceno "Villa delle Trombe Bettanin" attribuita da alcuni storici a Michele Sanmicheli eretta nell'area dell'antico castello.

 

Villa Valmarana Scagnolari Zen
Bolzano Vicentino - Villa Valmarana Scagnolari Zen

"A Lisiera luoco propinquo a Vicenza è la seguente fabbrica edificata dalla felice memoria del Signor Gio Francesco Valmarana". Anche il progetto di villa Valmarana fu pubblicato da Andrea Palladio nel suo trattato. L'architetto ideò questa villa attorno al 1563 appunto per Giovanni Francesco Valmarana il quale morirà tre anni dopo. Con il suo decesso si interruppero i lavori di costruzione che vennero ripresi vari anni dopo (alciuni ipotizzano addirittura all'inizio del Seicento) senza rispettare in modo esatto i disegni del Maestro. Infatti Palladio aveva previsto due logge esastile di ordine ionico sovrapposte e coronate da un frontone ed invece ne venne innalzata una sola sulla quale poggia il piano superiore purtroppo schiacciato dal frontone. Il prospetto risulta così debole e il rapporto tra lo sviluppo orizzontale e quello verticale appare disarmonico. Nel 1615 fu aggiunta la cappella gentilizia. Mentre nel secolo successivo, il giardino venne arredato con due statue di Francesco Marinali il Giovane.

 

Villa Caldogno
Caldogno - Villa Caldogno

Villa Caldogno Nordera è opera attribuita ad Andrea Palladio e venne costruita attorno al 1545. La facciata propone tre archi centrali a bugnato che illuminano la loggia e coronati dal frontone triangolare. Questa struttura ci rimanda ad altre fabbriche palladiane: Villa Pisani a Bagnolo e Villa Saraceno The Landmark Trust. Sulla stessa facciata si legge "Angelus Calidonius Luschi Filius MDLXX". Il 1570 si riferisce con tutta probabilità alla fine dei lavori di decorazione degli interni voluti dal nuovo proprietario Angelo Caldogno, successo come proprietario di questa proprietà al committente Michele Caldogno. Nel Cinquecento, le sale furono affrescate da Gianantonio Fasolo, Battista Zelotti e da aiuti. Mentre nel XVIII secolo, secondo le attribuzioni, Costantino Pasqualotto realizzò i fregi delle sale a destra del salone. Fasolo riesce ad elevarsi rispetto allo stesso Zelotti la cui opera appare più stanca e debole. Nel salone, all'interno di false architetture, cavalieri e gentildonne sembrano rivivere momenti di una giornata modello: il gioco delle carte, la danza, il concertino. Nelle sale maggiori di sinistra sono narrate le vicende di Scipione e di Sofonisba. Nel camerino, invece, sono rappresentate alcune scene del Pastor Fido, iniziate da un aiuto dello Zelotti e terminate da Giulio Carpioni.

 

Villa Morosini Cappello
Cartigliano - Villa Morosini Cappello

Attribuita sulla base di considerazioni statistiche a F.Zamberlan, la Villa risulta eccezionale nel panorama dell'architettura veneta del secondo '500. Un colonnato ionico si svolge lungo i quattro lati della Villa e assume quasi un significato di un antico periptero.

 

Villa Pisani Ferri Rocca Pisana
Lonigo - Villa Pisani Ferri Rocca Pisana

Iniziata nel 1576 dai Pisani per opera di V. Scamozzi. Questa Villa, che si erge solitaria sulla collina, non è la pallida imitazione della Rotonda del Palladio, ma opera originale che risolve, in modo del tutto diverso, i problemi degli spazi interni, stabilendo un rapporto immediato con il paesaggio circostante. Notevole il gioco delle luci nel salone centrale donde attraverso le grandi finestre serliane, si colgono stupende visioni paesaggistiche.

 

Villa Godi Malinverni
Lugo Vicentino - Villa Godi Malinverni

Villa Godi Malinverni è una delle prime costruzioni di Andrea Palladio e risale al 1540. Il progetto venne pubblicato dallo stesso architetto nel trattato "I quattro Libri dell'Architettura" anche se appaiono varie differenze tra la fabbrica edificata ed il disegno: basti notare la distribuzione delle finestre e la presenza di un frontone non realizzato. Gli interni furono affrescati da tre artisti legati alla tradizione veronesiana cinquecentesca. Battista Zelotti decorò gran parte delle sale raffigurando muse e poeti, esaltando gli Dei classici nella sala dell'Olimpo e Venere e Cupido nella stanza adiacente. Sulle pareti del salone rivivono gli scontri tra l'imperatore Alessandro Il Grande ed il sovrano persiano Dario, e gli amori di Giove per Ganimede e per Europa. Gualtiero Padovano, come si nota nella sala del Putto, è senza ombra di dubbio il più debole dei pittori qui impegnati. La Villa Malinverni custodisce anche due importanti raccolte di quadri e di fossili. Nella pinacoteca sono esposti alcuni capolavori dell'arte italiana dell'Ottocento: vi sono opere di Cremona, Hayez, Induno, Michetti, Tofano e persino di Segantini.

 

Villa Cordellina Lombardi
Montecchio Maggiore - Villa Cordellina Lombardi

La villa di proprietà della Provincia di Vicenza dal 1970, fu eretta per volontà del giureconsulto Carlo Cordellina Molin su disegno dell'architetto Giorgio Massari. I lavori di costruzione della villa durarono dal 1735 al 1742, anno in cui il Massari preparò il progetto per le barchesse, portate a termine verso il 1760. Il complesso è formato dalla Residenza padronale, dalle "barchesse", dalle torrette e dal grandioso rustico. Nella villa il Massari rende omaggio all'arte di A. Palladio con il pronao ionico a quattro colonne, sormontato dal timpano con lo stemma scolpito dei Cordellina (tre cuori con i fiori di lino), e con la disposizione simmetrica delle stanze e delle due scale accanto al salone centrale. Carlo Cordellina volle unire al nome di Massari anche quello del maggiore pittore veneziano del secolo Giambattista Tiepolo. Tiepolo lavorò nella villa nell'anno 1743 ed egli stesso, attraverso una lettera all'amico Algarotti, ci testimonia del procedere del lavoro. Alla fine di ottobre del 1743, si legge nella lettera sopraindicata, l'artista era a buon punto ed avrebbe previsto di terminare il ciclo di affreschi per il 10 o il 12 del mese successivo.

 

Villa Barbarigo
Noventa Vicentina - Villa Barbarigo

Villa Barbarigo Loredan Rezzonico, ora residenza municipale. Grandiosa villa della metà del Seicento, erroneamente attribuita al Palladio, è invece opera di un architetto estraneo all'ambiente vicentino e forse di educazione veneziana. All'interno vi si trovano affreschi dell'Aliense e del Foler, in buona parte riscoperti e restaurati di recente.

 

Villa Pojana
Pojana Maggiore - Villa Pojana

La villa venne costruita attorno al 1550 ed il progetto è inserito all'interno dei "Quattro Libri dell'Architettura". La fabbrica, ancora oggi, è inserita in un contesto ambientale agricolo. La facciata posteriore si offre verso l'infinita distesa della campagna vicentina. È universalmente considerata come una delle invenzioni più felici dell'architetto grazie agli armonici rapporti tra gli elementi architettonici e alla simmetrica distribuzione dei vani. La sezione mediana - leggermente aggettante - del prospetto principale è dominata dalla finestra serliana che si apre verso la loggia ed è coronata da un frontone sul quale sono poste tre statue. Nella facciata posteriore, posta ad Est, aumentano le finestre, i cinque oculi della ghiera della serliana sono aperti ed illuminano il salone (quelli del lato opposto sono invece ciechi). Sembra che l'architetto avesse voluto far entrare nella casa oltre che la luce tutta la campagna circostante. Alcune sale conservano la decorazione ad affresco cinquecentesca come quella dei Cesari (Bernardino India). Palladio così descrive: "Le sue stanze sono state ornate di pitture, e stucchi bellissimi da Messer Bernardino India, e Messer Anselmo Canera pittori Veronesi, e da Messer Bartolomeo Rodolfi Scultore Veronese".

 

Villa Thiene
Quinto Vicentino - Villa Thiene

"I disegni, che seguono sono della fabrica del Conte Ottavio Thiene a Quinto Sua Villa. Fu cominciata dalla felice memoria del Conte Marc'Antonio suo padre, e dal Conte Adriano suo zio: il sito è molto bello per haver da una parte la Tesina, e dall'altra un ramo di detto fiume assai grande." Così Andrea Palladio introduce il progetto di Villa Thiene nel suo trattato "I Quattro Libri d'Architettura". Se la fabbrica fosse stata edificata rispettando il progetto nella sua interezza, avrebbe certamente dato vita ad uno dei maggiori complessi cinquecenteschi dell'architettura veneta di campagna. Bisogna però sottolineare un aspetto fondamentale: il disegno inserito nel Trattato è il frutto di una radicale rielaborazione teorica successiva. Infatti il primo progetto per questa villa (oggi conservato in Gran Bretagna) è meno complesso ma più attento al contesto ambientale di quello del 1570. Pertanto, anche in questo caso, dobbiamo fare molta attenzione quando, analizzando l'opera di Palladio, mettiamo a confronto la teoria e la prassi. La villa venne costruita attorno al 1545/46 per Marc'Antonio Thiene, lo stesso committente del Palazzo in contrà S. Gaetano Thiene a Vicenza. Purtroppo nel Settecento subì alcune trasformazioni che ne mutarono ulteriormente l'aspetto. Solo la sezione a nord è rimasta intatta. Al pianterreno, una sala conserva la decorazione cinquecentesca ad affresco dello scledense Giovanni de Mio.

 

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