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I luoghi della Grande Guerra

VICENZA

Vicenza, città di confine, con il fronte a poche decine di chilometri, fu dichiarata zona di guerra già il 23 maggio del '15, assieme all'intero territorio provinciale.
Vicenza fu sede del Comando della I Armata e vide passare un gran numero di combattenti, ma non fu teatro di scontri grazie alla vittoria riportata dall'esercito italiano sugli Austriaci a Vittorio Veneto che impedì il tentativo austro-ungarico di dilagare nella pianura.

Museo del Risorgimento e della Resistenza
Museo del Risorgimento e della Resistenza

Il museo raccoglie memorie di eventi e di personaggi che appartengono alla storia d'Italia e che furono protagonisti nelle vicende storiche della città. Nella sala n. 4 si trova la sezione dedicata al Primo Confl itto Mondiale. Le raccolte includono manoscritti, cimeli, uniformi, decorazioni, fotografi e e carte geografi che, nonché lettere, inni e canti patriottici che descrivono i sentimenti popolari dell'epoca.

 

BASSANO E IL MONTE GRAPPA

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, in particolare dopo la rotta italiana di Caporetto, la città di Bassano si trovò coinvolta nel conflitto in prima linea. La città divenne un rifugio provvisorio per i soldati in fuga e per migliaia di civili incalzati dall'avanzata austro-ungarica.
I danni al centro storico furono marginali grazie alla tenuta della linea di fronte sul Grappa che costò circa 22.000 morti; complessivamente si stima un numero di circa 70.000 unità tra caduti, feriti, prigionieri e dispersi.

Monte Grappa Ossario
Area Monumentale Monte Grappa

Bassano diventa Bassano del Grappa dal 1928, dieci anni dopo la fine della Grande Guerra, a ricordo del massiccio su cui si combatterono le ultime battaglie cruciali seguite alla ritirata di Caporetto.
L'area monumentale comprende: il Sacrario Militare, Il corpo principale di quella che fu durante il conflitto la "Caserma Milano", La Galleria Vittorio Emanuele III, che si sviluppa sotto la vetta del Grappa, Il Rifugio Bassano.

 

ASIAGO E L'ALTOPIANO DEI 7 COMUNI

L'Atopiano di Asiago è ancor oggi fortemente contrassegnato dalle testimonianze della Grande Guerra.
Dal 1916 al 1918 su questa terra hanno avuto luogo alcune delle più sanguinose battaglie combattute sul fronte italiano: la "Strafexpedition", l'Azione K, meglio nota come la Battaglia dell'Ortigara, la Battaglia del Natale 1917 e la Battaglia del Solstizio.
A novant'anni di distanza, appaiono in tutta la loro evidenza i segni di quell'immane conflitto: i forti, i campi di battaglia, i cimiteri.

Ossario Asiago
Sacrario Militare Leiten Ossario – Asiago

Inaugurato nel 1938, il Sacrario è un monumento in memoria dei Caduti della Grande Guerra.
È percorso da corridoi lungo i quali sono distribuiti i loculi con i resti dei caduti. Nella cappella sono collocati i resti di dodici medaglie d'oro al Valore Militare mentre nel Sacrario sono custodite le salme di 33.086 caduti italiani e di 18.505 caduti austro-ungarici, provenienti da cimiteri di guerra.
Nei pressi dell'ingresso della cripta-ossario è stato allestito un museo in due settori dove sono esposti foto, documenti e vari cimeli, raccolti sui campi di battaglia dell'Altopiano.

 

Forte Campolongo
Forte Campolongo – Rotzo

Eretto tra il 1912 e 1914 sullo scosceso dirupo a strapiombo sulla Val d'Astico a m 1720, ebbe una notevole importanza soprattutto come osservatorio. Questo forte blindato ed allora modernissimo , era armato da 4 cannoni da 149 S sistemati in cupole girevoli con spessore di 180 mm. Fu disarmato ed abbandonato il 22 maggio 1916, durante l'avanzata della "Strafexpedition", restando così nelle mani del nemico austriaco.
Particolarmente interessante la visita grazie anche al recente restauro. Nelle vicinanze, con una breve deviazione, è possibile visitare la bella voragine carsica dello Sciason.

 

Forte Corbin
Forte di Punta Corbin – Roana

La costruzione del Forte di Punta Corbin a sbarramento della Val D'Astico venne iniziata già nel 1906. La mole corazzata è testimone dell'importanza strategica che le venne attribuita.
Occupato dalle avanguardie austriache, del gruppo Kliemann alle 19:30 del 29 maggio 1916, durante la "Strafexpedition", venne abbandonato il mese successivo durante la ritirata strategica del 24 giugno del 1916 e poi utilizzato come punto di osservazione avanzata italiana.
Situato all'interno del forte si trova il museo, nel quale sono conservati numerosi cimeli della Prima Guerra Mondiale, tra i quali le chiavi originali del forte, un frammento della cupola originaria e molti oggetti appartenuti ai soldati.

 

Monte Ortigara
Monte Ortigara e Cima Caldiera

Tempio sacro degli Alpini, l'Ortigara è il luogo di battaglia più conosciuto e di maggiore interesse storico dell'Altopiano; è tristemente noto per la grande quantità di soldati alpini caduti durante l'aspra battaglia del giugno 1917. Cima Caldiera è stata fortificata e occupata dagli Alpini durante la controffensiva italiana, tra l'estate del 1916 e l'autunno del 1917. Qui e sull'Ortigara, troviamo trincee, ruderi, lapidi commemorative.

 

RECOARO, PICCOLE DOLOMITI E PASUBIO

Recoaro Terme ed il suo anfiteatro montuoso, le Piccole Dolomiti, nella Grande Guerra vissero vicende indissolubilmente legate al suo essere terra di confine, zone che, proprio per questo, furono fortemente caratterizzate dal fenomeno del contrabbando; la cittadina termale, che vantava già una consolidata tradizione alberghiera, fu improvvisamente coinvolta in un evento che mutò tragicamente abitudini e aspettative.
Il Monte Pasubio, invece, è un mondo a sé, la sua dimensione è un'altra: il tempo, il ricordo, la storia. L'attuale limite amministrativo tra le province di Trento e Vicenza ricalca esattamente il confine politico esistente fino al 1918 fra Italia e Austria-Ungheria: questa fu la premessa all'eccezionale ruolo strategico che il monte ricoperse durante la Grande Guerra.
Proprio in quest'area fa tappa il famoso Sentiero Europeo E5 che, passando per la zona dei combattimenti del Pasubio, attraversa il Gruppo del Carega fino alla Lessinia.

Sacriario Militare del Pasubio
Sacrario Militare del Pasubio – Valli del Pasubio

Il Sacello Ossario del Pasubio, inaugurato nell'Agosto 1926, sorge sul Colle Bellavista, uno spiazzo roccioso dominante la Val Leogra, a quota 1217 m.
È costituito da due parti: l'ossario, che comprende una cripta centrale e due gallerie concentriche, dove sono custoditi i resti di 5077 caduti italiani di cui 3400 ignoti e 500 Austriaci, provenienti dai cimiteri di guerra della zona del Pasubio, ed il sacello, una piccola cappella adornata da artistiche vetrate e affreschi riproducenti immagini di Santi guerrieri.
Dal sacello, una scaletta conduce ai piani superiori dove si può ammirare, grazie ad ampie vetrate, lo splendido panorama che circonda la torre.

 

Pasubio strada delle 52 gallerie
Monte Pasubio e Strada delle 52 Gallerie – Valli del Pasubio

Una grandiosa rete di strade, mulattiere e sentieri percorre il massiccio da ogni lato, fornendo una vastissima scelta di itinerari d'accesso.
Il più famoso, la Strada delle 52 Gallerie, costruita nel 1917 in pochi mesi per realizzare una via di salita al Pasubio defilata al fuoco delle artiglierie austriache, è un'opera che primeggia per l'ardita e impensabile concezione del tracciato, una vera e propria meraviglia dell'ingegneria militare oltre che un sentiero panoramico mozzafiato.

 

TONEZZA - IL CIMONE E ZONE LIMITROFE

Durante la Prima Guerra Mondiale la zona fu teatro di aspre lotte, in particolare durante la "Stafexpedition" del maggio-giugno 1916 che vide la conquista da parte dell'esercito austro-ungarico dei paesi di Posina, Laghi, Arsiero, Tonezza del Cimone e di tutta la Val d'Astico, avanzata che si arrestò in località Schiri fra Velo d'Astico e Cogollo del Cengio.
Successivamente, la controffensiva italiana iniziata nella stessa estate del '16 portò alla riconquista di molti dei territori vallivi; anche Monte Cimone fu preso il 23 luglio 1916 durante un eroico assalto.
Due mesi dopo, il 23 settembre 1916, in risposta gli Austro-ungarici fecero brillare una portentosa mina che mutò per sempre la cima del Sacro Monte, provocando la morte degli occupanti italiani. I soldati imperiali si ritirarono dal Cimone e da Tonezza, oltre che da altre vette circostanti, soltanto al termine del conflitto.

Monte Cengio
Monte Cengio – Cogollo del Cengio

La zona monumentale del Monte Cengio costituisce uno dei percorsi più suggestivi ed evocativi delle operazioni belliche sulle montagne dell'Altopiano.
Su di esso si snoda la "granatiera", una strada di arroccamento interamente scavata nella roccia a strapiombo sulla Val d'Astico.
Sul Cengio si trova il leggendario "Salto dei Granatieri", tristemente famoso per l'estrema resistenza dei Granatieri di Sardegna all'avanzare delle truppe austro-ungariche durante l'"Offensiva di primavera" - maggio/giugno 1916 - più nota come "Strafexpedition".

 

Monte Cimone
Sacrario militare di Monte Cimone – Tonezza del Cimone

Dal centro montano si sale al Cimone, sacro alla memoria. Tra i faggi maestosi affiorano gli antichi camminamenti, le trincee ed un'articolata rete di gallerie in parte recuperate nel progetto dell'Ecomuseo della Grande Guerra.
Il cratere, scavato dalla mina austriaca, brillata il 23 settembre del '16, è sormontato dall'ardita cuspide dell'ossario che sorveglia il sonno di molti caduti.